In bici a Lignano Sabbiadoro, tra mare, fiume e laguna

Per vivere l’esperienza al meglio, vi consiglio di noleggiare una barca. Le buone notizie sono che potete portare la bicicletta con voi, i cani sono benvenuti a bordo e, se siete un gruppetto, la spesa si divide ed è abbordabile.

Un’affidabile compagnia che offre questo servizio è Somewhere Tours: tra le attività di turismo esperienziale proposte, ci sono le escursioni guidate via barca sulla laguna.

Pianta on the road: i pini marittimi che popolano il Parco Hemingway di Lignano Sabbiadoro.

Ernest Hemingway la definì “la Florida d’Europa“, per la finissima sabbia color oro naturale. Al netto dei suoi 8 chilometri di spiaggia, Lignano Sabbiadoro vanta molti altri assi nella manica, spesso sconosciuti ai più, che la rendono una meta meno mainstream – e più autentica – di quello che si potrebbe immaginare. Scopritela in bici, in autunno o in primavera. Portatevi il vostro cane (se lo avete). Scommettiamo che ve ne innamorate? Leggere per credere. Ah, il buon Ernest aveva ragione: Miami non è mai stata così vicina.

 

Paradiso liquido e biodiversità

Lignano Sabbiadoro si trova in Friuli Venezia Giulia, in una posizione strategica: dista 40 minuti da Udine ed un’ora da Venezia e Trieste. Se la osservate sulla cartina, noterete che la sua posizione geografica ha qualcosa di speciale.

Lignano è un paradiso liquido, delimitato in gran parte dalle acque e con una varietà di flora e fauna sorprendente. È una lingua di terra che si protende tra mare e laguna, delimitata ad ovest dal fiume Tagliamento, che la separa dalla vicina Bibione. Alle sue spalle, nell’entroterra, regna una lussureggiante pineta.

Per questa sua particolare conformazione, Lignano è uno scrigno della biodiversità: fenicotteri, aironi, cigni e cavalieri d’Italia, ma anche orate, cefali, anguille, e ancora: lepri, caprioli e fagiani.

Anche la flora è uno spettacolo da ammirare: la città conserva ancora una rigogliosa vegetazione spontanea e molti degli esemplari presenti, che un tempo caratterizzavano l’intera penisola, sono le ultime testimonianze di un paesaggio altrove scomparso.

 

Il faro di Lignano, da una parte si sviluppa il mare e dall’altra la laguna. © oltreilbalcone

 

Informazioni pratiche

Se siete seguaci di Greta Thunberg, vi appassiona l’ecoturismo o semplicemente preferite non usare l’auto in vacanza per rilassarvi, Lignano fa per voi.

Il modo più comodo per raggiungerla è in treno: da Milano in poco più di tre ore arrivate alla fermata Latisana-Lignano-Bibione. Dalla stazione potete organizzarvi con il servizio navetta del vostro hotel o con un taxi: la cittadina dista appena 10 minuti. In loco vi muovete comodamente in bici.

Il segreto per apprezzare il fascino ‘fuori dalle righe’ di Lignano è visitarla nel periodo giusto. In alta stagione, a luglio e agosto, la città raggiunge le 150.000 persone; mentre in inverno i suoi abitanti sono circa 5.000. Le stagioni migliori sono l’autunno e la primavera: i prezzi sono più bassi, schiverete la moltitudine di turisti e potrete apprezzare in tutta tranquillità ciò che la città ha di bello da offrire.

La laguna al tramonto. © oltreilbalcone


Dove dormire a Lignano

Se cercate un posto dove dormire, avete davvero l’imbarazzo della scelta. Io mi sono trovata bene da Grand Hotel Playa che, con la sua architettura bianca e azzurra, restituisce piacevolmente l’atmosfera marina.

Oltre ad una graziosa piscina vista spiaggia, vanta una suggestiva terrazza, per prendere il sole di giorno e sorseggiare un aperitivo la sera. Il personale è gentilissimo: l’accoglienza calorosa, mai affettata, è una costante da queste parti.

La piscina del Grand Hotel Playa a Lignano.


Lignano a misura di bicicletta

Come vi anticipavo, il modo più pratico – ed ecosostenibile – per spostarsi in città e dintorni è la bici. Pigri non alzate gli occhi al cielo: per voi c’è l’e-bike (… e a voler essere onesti, l’ho usata anch’io!). Tutte le strade sono in piano, non ci sono grandi salite o discese.

Il lungomare di 8 chilometri è costeggiato da una bella pista ciclabile: oltre a questo sono tantissimi i percorsi dedicati alle due ruote. Lignano è decisamente bike-friendly, così come l’itinerario che vi suggerisco (sperimentato in prima persona, come sempre). Quindi nessuna scusa: montate in sella e godetevi la vacanza a basso impatto ambientale.

Diversi hotel (tra cui quello che vi ho segnalato) mettono a disposizione dei clienti le due ruote: non si possono prenotare, quindi chi prima arriva meglio alloggia.

In alternativa le potete noleggiare: City Shopping ha un nutrito parco bici, incluse quelle elettriche e i monopattini (13 euro al giorno per una city bike; 35 euro per l’e-bike).

In sella alla mia bici elettrica sul lungomare di Lignano. © oltreilbalcone


L’originale architettura di Lignano

Lignano è una città giovane (il comune ha solo 60 anni di vita!), è verdissima e vanta una struttura particolare, merito anche dell’architetto friulano Marcello d’Olivo. In sella alla vostra due ruote potete sperimentare l’originale piano urbanistico, figlio degli Anni ’50 e ’60.

La città è suddivisa in tre. Sabbiadoro è la parte più urbanizzata: si affaccia sul mare ed è un susseguirsi di hotel, ristoranti e negozi. Riviera è l’area residenziale, quella più tranquilla, nata successivamente per far fronte al boom della destinazione in estate. Qui alcune stradine, pedonali e ciclabili, portano al mare attraversando il bosco per disincentivare l’uso della macchina.

E poi c’è Pineta, che è l’opera-manifesto di Marcello d’Olivo ed è ispirata alle forme sinusoidali dei modelli matematici. La sua struttura a chiocciola, impreziosita da oltre un milione di pini è affascinante! La figura del cerchio è una costante nell’architettura della città. Due gioielli, tra tutti, da ammmirare a Lignano Pineta: Villa Spezzotti e Villa Mainardis.

Villa Mainardis, progetta da Marcello d’Olivo a Lignano Pineta. © oltreilbalcone


Non solo mare

In bici, costeggiando il mare, spingetevi verso nord-est, sino a raggiungere il pittoresco faro rosso. Qui – dove sorge uno dei più importanti porti turistici dell’Alto Adriatico, la Marina Punta Faro – potete ammirare, al contempo, da un lato il mare e dall’altro la laguna, assaporando il profumo d’aria salmastra.

La laguna racchiude un ecosistema variegato e prezioso, ospitando molte specie tipiche, sia floreali che faunistiche. Siete mai stati in Camargue, in Francia? Ecco, quei paesaggi e quelle atmosfere dal sapore selvaggio le ritrovate qui, in Friuli (chi l’avrebbe mai detto?!).

Uno scorcio della laguna di Marano, che ricorda i paesaggi della Camargue. © oltreilbalcone


Per vivere l’esperienza al meglio, vi consiglio di noleggiare una barca. Le buone notizie sono che potete portare la bicicletta con voi, i cani sono benvenuti a bordo e, se siete un gruppetto, la spesa si divide ed è abbordabile.

Un’affidabile compagnia che offre questo servizio è Somewhere Tours: tra le attività di turismo esperienziale proposte, ci sono le escursioni guidate via barca sulla laguna.

Sulla barca di Somewhere Tours insieme alla mia bici. © oltreilbalcone


La laguna di Marano

Da Lignano partite quindi alla scoperta della laguna di Marano, un paesaggio naturale avvincente, popolato da cigni, fenicotteri e molteplici uccelli, tra cui la specie protetta dei cavalieri d’Italia. Trattandosi di laguna e non essendoci spiagge, qui non c’è mai folla e troverete un’oasi di tranquillità anche in piena estate.

Attraversando una cintura di isole, come quella di Sant’Andrea e delle Conchiglie, scoprirete una vegetazione palustre dal fascino autentico. Qua e là, dall’acqua spuntano i ‘casoni’: sono le case temporanee che i pescatori usavano come appoggio per intere settimane, quando partivano da Marano per pescare, senza dover tornare ogni volta sulla terraferma.

Fate una preghiera dinnanzi alla Madonnina del Mare, che si erge dall’acqua come una visione e la notte viene illuminata: è qui che le famiglie piangono i loro cari perduti in mare. Quindi approdate a Marano, un piccolo e grazioso borgo di pescatori fatto di piazzette e calli. Prendetevi un bicchiere di vino da Hostaria Amico, nella piazza centrale, prima di proseguire.

La Madonnina del Mare, sulla laguna. © oltreilbalcone


La pesca turismo

Su questo lato della costa friulana dal sapore bucolico, tra campi di girasoli e pannocchie, vi suggerisco tre tappe imperdibili. La prima è la Bilancia di Bepi. Daniele è un pescatore ed ha ereditato dal nonno una struttura da pesca, un trabocco da fiume, chiamato bilancione, grazie al quale ha sviluppato un’attività di ittiturismo.

Il pesce viene pescato nella Riserva Naturale Foce dello Stella ed offerto ai clienti grazie ad un food truck: un’occasione originale per scoprire questa attività, gustando pesciolini fritti e sorseggiando un calice di vino. Consigliato anche per chi, come me, è vegetariano! Completa l’esperienza la visita – in canoa, in bici o in barca – della parte naturalistica del territorio.

La Bilancia di Bepi. © oltreilbalcone


L’altra visita è alla Valle Ca’ del Lovo, che è al contempo un’azienda agricola, una fattoria didattica, un agriturismo e una valle da pesca, gestiti in maniera sostenibile. Tra vasche d’acqua e un orto biologico con oltre 700 piante, su questi 400 ettari di valle pascolano, sereni perché in totale libertà, tre cavalli; è un luogo ideale anche per il birdwatching.

Potete venire qui per pescare, prendere il sole e passeggiare nella natura, nella quiete più totale. Sembra di essere lontani anni luce da città e paesaggi antropomorfizzati, che invece sono dietro l’angolo. Se il posto vi conquista (e non ho dubbi che avverrà!), potete dormire qui: oltre ad una manciata di stanze, c’è pure una piccola SPA.

L’atmosfera di quiete di Valle Ca’ del Lovo. © oltreilbalcone


Prima di lasciare questa oasi di pace, attraversate il Bosco di Muzzana, preziosa testimonianza dell’antica Silva Lupanica, la grande foresta che un tempo ricopriva l’intera pianura. L’ingresso del bosco, popolato da querce, ha un aspetto fiabesco.

La sua particolarità è data dalla ricchezza di acque: è infatti attraversato da canali, fiumi, scoli e rogge che ne caratterizzano il paesaggio.

L’ingresso del Bosco di Muzzana. © oltreilbalcone


Lungo laguna e Parco Hemingway

Tornati a Lignano, potete fare – in bici o a piedi – due piacevoli passeggiate: sul lungo laguna e al Parco Hemingway.

Il lungo laguna permette di ammirare da una prospettiva privilegiata questo bacino acqueo costiero e la sua vegetazione, tra canne palustri e giunchi. Il paesaggio assomiglia molto a quello delle Everglades, in Florida. Da alcuni scorci, complice la bora, si riesce a scorgere il campanile di Marano.

Il punto più romantico è il Trabucco Belvedere: fate in modo di capitarci al tramonto, stringendo la mano della vostra dolce metà. Da qui si ammirano le barene, isolotti che caratterizzano la laguna, dove crescono alcuni fiori endemici, dai quali i produttori locali stanno tentando di fare il miele.

Il Trabucco Belvedere, sul lungo laguna di Lignano Sabbiadoro. © oltreilbalcone

 

Lasciate per un istante le acque che abbracciano Lignano: addentrandovi nel cuore della cittadina, merita una visita il Parco Hemingway, dedicato allo scrittore (del suo rapporto con la città ve ne parlo tra poco).

Costellato di pini marittimi, all’interno del parco si snoda un percorso vita, pensato per sviluppare un allenamento che coinvolge tutti i muscoli del corpo. Questa in estate è la location del cinema all’aperto; mentre a maggio si tiene la Festa dei Fiori, il ricavato della manifestazione è devoluto in favore del Centro Oncologico di Aviano.

 

 

Lasciate per un istante le acque che abbracciano Lignano: addentrandovi nel cuore della cittadina, merita una visita il Parco Hemingway, dedicato allo scrittore (del suo rapporto con la città ve ne parlo tra poco).

Costellato di pini marittimi, all’interno del parco si snoda un percorso vita, pensato per sviluppare un allenamento che coinvolge tutti i muscoli del corpo. Questa in estate è la location del cinema all’aperto; mentre a maggio si tiene la Festa dei Fiori, il ricavato della manifestazione è devoluto in favore del Centro Oncologico di Aviano.

 

Il fiume Tagliamento e la sua foce

Oltre ad essere baciata dalla laguna e dal mare, Lignano si affaccia sul fiume Tagliamento e sulla sua foce, che ospita un ecosistema caratteristico e vanta la presenza di orchidee che crescono solo qui.

Se volete una sistemazione originale dove dormire, prenotate uno degli appartamenti galleggianti, che fanno parte del Floating Resort. Affacciati sul fiume, che si ammira dalla terrazza, oltre alle camere da letto hanno anche una piccola cucina-salotto.

La case galleggianti del Floating Resort di Lignano. © oltreilbalcone


Un servizio simpatico dedicato ai turisti, a piedi o in bici (ve l’ho detto che Lignano è bike-friendly!), è l’X River. Si tratta di un traghetto ciclopedonale che collega la riva friulana a quella veneta, conducendo da Lignano a Bibione attraversando il fiume Tagliamento.

Attivo dalle 9 alle 19 (verificate sul sito i possibili cambiamenti d’orari a seconda della stagione), il costo simbolico è di soli un euro a persona. In questo modo si amplia l’offerta dei percorsi ciclabili e, approdati a Bibione, vi aspettano altri 7 chilometri di itinerario dedicato alla due ruote.

Il traghetto ciclopedonale che collega Lignano a Bibione. © oltreilbalcone


Nightlife

Per assaporare la movida locale, prendete nota di questi indirizzi. In fondo ad un lungo pontile azzurro, in mezzo al mare, la Pagoda regala ancora una volta la sensazione di trovarsi in Florida. È un suggestivo bar con vista mozzafiato sulla spiaggia: perfetto per un aperitivo romantico al tramonto.

La visuale non è da meno alla Terrazza a Mare, dove una lunga passerella conduce ad una struttura circolare che ospita un bar ed uno spazio espositivo e al Bar Sabbiadoro, munito – di giorno – di piscina e di una bella spiaggia privata. Tra gli indirizzi più in voga, il Tenda: qui, tra dj-set e serate a tema, la notte scorre fluida, sorseggiano buoni cocktail sotto le stelle.

Verso il locale Pagoda, a Lignano Sabbiadoro. © oltreilbalcone


Dove mangiare a Lignano

Come per gli hotel, anche l’offerta dei ristoranti a Lignano è variegata. Vi suggerisco quelli dove ho mangiato e nei quali mi sono trovata bene.

Il ristorante Marechiaro di Lignano Sabbiadoro. © oltreilbalcone


L’Enoteca la Pigna è uno dei miei preferiti, gioco-forza l’ampia scelta di vini, tra l’altro anche di piccoli produttori, come piace a me. Grande attenzione a vegetariani e alla cucina senza glutine. Una dritta sulla bottiglia: chiedete il San-Lurins, una malvasia spumantizzata e non filtrata, da vigne che hanno oltre 50 anni.

Da Agosti Ristorante l’accoglienza dei proprietari, marito e moglie, dovrebbe esser presa come esempio dalle attività che ancora non hanno capito che il servizio è una delle cose più importanti. Il locale è in centro ed i piatti sono preparati con attenzione ai minimi dettagli. Cenare qui significa regalarsi una coccola.

Marechiaro vanta una terrazza con affaccio sulla laguna ed uno chef siciliano simpatico, oltre che bravo; anche al Pineta Beach, che si affaccia sulla spiaggia, la cornice è intrigante ed i piatti saporiti. Le linguine alle vongole sono un must.

 

Da "Oltre il balcone" del 6 ottobre 2019, articolo di Corinna Agostoni

 

Per informazioni 348 232 4107

 

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